Le verità del nulla…

Piove, il tempo è umido e l’acqua che scende dal cielo sembra quasi che ti penetri nelle ossa, solo guardando fuori dalla finestra.
Milano è del suo solito colore grigio topo metallizzato, ma è leggermente più silenziosa; forse ovattata da un asfalto pieno di foglie gialle cadute in prossimità dei viali alberati o forse solo perchè è lunedì, e contro ogni previsione c’è meno traffico.
Tornando dalla Toscana in treno, ho pensato bene di passare per casa a lasciare i bagagli e poi prendere la bici per raggiungere l’ufficio! Il momento era ottimo, perchè aveva smesso di piovere, e la tentazione di fare un pò di movimento, dopo 3 ore di treno è stata più forte del maltempo! Così mi sono ritagliato questi 20 minuti di camminata in mezzo agli schizzi e ad un caotico traffico controllato per arrivare anche se in ritardo, in ufficio.
Premetto che il mio ufficio è piccolo ma davvero molto accogliente, se l’avessi trovato prima di aver preso casa, forse ci avrei fatto il mio appartamento! Il parquet a terra di legno chiaro, suscita da sempre in me la sensazione di calore e familiarità! Forse perchè l’infanzia l’ho passata in una casa in cui il parquet era davvero l’elemento predominante!
Mio padre lo aveva fatto arrivare da un cantiere navale ed era buona parte della pavimentazione delle cabine ufficiali su una nave da crociera.
Ad ogni modo, entrare in ufficio dopo una pedalata di 20 minuti in mezzo al chaos umido e trovare il calore del parquet e ovviamente del riscaldamento, ti fa sentire un gelato alla crema che si scioglie al sole di agosto!
In questa non lunga traversata, che durante la stagione buona si riduce di almeno 5 o 6 minuti, mi sono balentate in testa alcune considerazioni sul ciclismo, frutto forse delle letture fatte nel week end, che benchè non siano di grande rilevanza, credo meritino di essere esposte.
Non intendo parlare del ciclismo nel senso pù classico del termine, ma solo di quello urbano che è alla fine quello che più interpreto!
Uso la parola interpretare, perchè del ciclismo io non ne so niente! O quanto meno non so tutto quello che bisognerebbe sapere e che troppo spesso per mancanza di umiltà facciamo finta di sapere…
Mi riferisco a tutti quelli che nell’arco di un paio di anni si sono trasformati da completi ignoranti ( nel senso che ignoravano ) a esperiti in materia, con conseguente dispendio di perle di saggezza su telai e modi di vita da vero ciclista!!!
Esatto, ho detto ” Da Vero Ciclista ” perchè non basta pedalare per esserlo! Ma secondo il concetto diffuso un pò retrò chic e modaiolo secondo me, se non diventi una peseudo enciclopedia vivente e non usi la bici anche per cagare la mattina, allora non sei ciclista.

Secondo la mia pur sempre breve esperienza nell’ambito urban bike, ho capito molte cose che con il ciclismo hanno davvero poco a che fare! scaramucce che non si vedevano dai tempi d’oro dello skateboard, con relative gare a chi c’ha il il pisello più lungo!
Oggi la moda fagocita tutto ed era quindi questione di tempo prima che si rendesse conto del fascino legato alla bici urbana e a quello che per un giovane può rappresentare. Senso di appartenenza, possibilità indefinite di personalizzazione, identità ben definite che si aggrovigliano in un insieme sconclusionato di colori e parti meccaniche, neon e vernici fluo…insomma una vera bolgia infernale nella quale inzuppare la parola marketing e life style!!!
Ecco alla fine il ciclismo urbano è un insieme di tutto ciò!
Si mi riferisco anche a quello che ha la bici scassona da 30 euro! Che fa molto indie e ciarla di musica e film indipendenti! si…fai parte anche tu del calderone della moda a 2 ruote!

Io dovrei per regola rientrare invece in quella dello scatto fisso! e non me ne vergogno perchè alla fine ci rientro per un pelo in classifica di quelli detti modaioli!!!
Due anni fa ancora si poteva pedalare ed essere additati come originali e non come hipster o altri coloriti fenomeni da baraccone!
Stesso criterio valse per la musica, della quale ho intrapreso più tappe e formazioni, ma della quale ho sempre precorso il giusto tempo…forse! elettronica a parte! In questa fase musicale mi ci ha portato un amico….

Ad ogni modo oggi ci ritroviamo in un bel calderone nel quale ritrovare la propria identità è diventato davvero difficile! E forse è per questo che in un certo senso cerchiamo l’appagamento dell’ego tramite le forme di un telaio che a breve potremo postare su Fb e che agli aperitivi potrà essere notato !!

Non voglio togliermi dalla lista su elencata, sono cosciente del fatto che sono parte del sistema, ma vorrei cogliere l’essenza di questa appartenenza e ritagliarmi un angolo nel quale sedermi e dire, OK, non è solo questo quello che conta nella bici.

Oggi riscopro ad esempio la bellezza di bagnarmi di acqua e affrontare l’asfalto minato dalle mille buche della città, scansando le auto come in un videogame, pur di sentire la fatica correre nelle gambe e il sangue affluire ai polmoni!
Oggi, in una giornata di sole, apprezzo la strada che non avrei mai visto se non fossi stato in bici.
Oggi apprezzo il fatto che ho risparmiato dei soldi per non aver preso l’auto e risparmiato alla città il mio tubo di scappamento!

No non sono un bike messenger, ma non per questo posso essere additato come modaiolo della fissa!
In campagna in Toscana, il week end quando scendo per trovare i miei, prendo la bici ( sempre a scatto fisso ) e macino i km allo stesso modo! Forse con più fatica perchè l’aria pura della capagna ti costringe a respirare coscenziosamente, per lo meno i primi 20 km!!!

A Milano, anche avere una passione come il cliclismo metropolitano, ti getta nella fossa in maniera quasi violenta al giudizio degli “Esperti”, quelli che pedalano e ne sanno, quelli che senza dubbio hanno vissuto la bici molto prima di te e che hanno avuto vite precedenti in cui erano Moser o Fuente…

Bè alla fine non è dissimile dagli anni 90 con lo skate, ma senza dubbio è una moda che per forza di cose è cresciuta e bruciata molto più velocemente che negli anni 90..

Ad ongi modo ecco…anche se il mio pensiero non voleva essere un contro manifesto della bici urbana, la cosa che mi premeva dire è che troppo spesso se ne parla e troppo poco spesso si pedala!
Molti sono aggressivi in maniera del tutto gratuita nei confronti di uno sport e hobby che ha una storia e per il quale fin da piccini abbiamo anelato! Ricordi la prima bici? bè io si!
Saltafoss 3 marce! Un bolite semi custom che aveva degli ammortizzatori da paura!!! …

E adesso nel tepore del mio ufficio ripenso a quando di nuovo metterò le ruote a terra sull’asfalto e con un crepuscolo di luce, cercherò di tornare sano a casa!! Senza dubbio stanco ma più felice!!

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